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10 Aprile 2019

STORIA D'IMPRESA / I dettagli preziosi delle griffe sono "Made in Ghemme"

 STORIA D'IMPRESA  /  I dettagli preziosi delle griffe sono "Made in Ghemme"

Immaginate le scarpe e le borse da sogno di grandi griffe oppure i dettagli in pelle e glitter degli abiti che sfilano sulle passerelle più glamour: sono  “made in Ghemme”. L’azienda Sylvie produce in modo artigianale gli accessori per calzature, pelletteria e abbigliamento e conta tra i suoi clienti (top secret per ragioni di privacy industriale) i grandi nomi dell’olimpo della moda internazionale. Basti pensare che l’ultimo appuntamento  dell’azienda condotta dalle sorelle Elisa e Silvia Vaona è stata la fiera Première vision di Parigi, fiera d’eccellenza per chi fa moda a cui si viene ammessi solo dopo aver superato una lunga selezione.

 

Come tutto è cominciato
Tutto è cominciato con Dino Vaona, classe 1936, che da Vigevano si era traferito a Ghemme per lavorare in una filatura dove si occupava di macchinari. Proprio le macchine erano la sua passione e aveva un intuito speciale per  trasformare acciaio e motori in vere fucine di creazioni artigianali. Infatti nel 1964 costituì con la moglie Rosella Iustina, sarta, e i suoi genitori un piccolo laboratorio che produceva accessori in pelle per i calzaturifici di Vigevano: a una fiera aveva visto una macchina tedesca che saldava la plastica per fare parti di scarpe sportive e insieme a un amico la riadattò per lavorare la pelle. Riusciva a creare così forme particolari saldate che a mano sarebbe stato impossibile creare. Il lavoro funzionava e agli inizi degli Anni Settanta Vaona lasciò il posto in fabbrica per dedicarsi alla sua “creatura” che stava crescendo sempre più e nel 1976 prese il nome di “Sylvie”  come la prima figlia.

 

L'arrivo delle figlie in azienda
Verso la metà degli Anni Novanta le figlie Silvia e Elisa Vaona, dopo la fine degli studi, sono entrate in azienda: “Se volete comandare dovete sapere come funziona tutto qui dentro, altrimenti non siete credibili” ripeteva loro Dino che le assunse inizialmente come apprendiste. Con il tempo hanno “conquistato” posizioni e ora sono loro ad occuparsi interamente dell’azienda:  Elisa segue la parte più creativa e incontra i clienti, Silvia si occupa del settore commerciale, discute i prezzi e firma i contratti.
Il primo pezzo creato dall’azienda è stato denominato Z0001 ed era un incrocio di trecce in pelle per una scarpa ma poi sono arrivati accessori di ogni tipo anche per le borse e l’abbigliamento (siamo allo Z5000) con i più diversi materiali: glitter, tessuti tecnici, pelle a specchio o verniciata, nappa metallizzata o bicolore, camoscio, ecopelle, poliuretano, jeans, tweed, borchie che vanno a produrre molte delle creazioni che si vedono sfilare sulle passerelle dell’alta moda di Milano e Parigi.

 

Il segreto del successo
 Il segreto è un’eredità di papà Dino: essere sempre un passo davanti agli altri sfruttando la tecnologia più innovativa. E così è ancora anche oggi con la saldatura in alta frequenza (HF) applicata alla lavorazione artigianale di accessori per il settore calzaturiero, della pelletteria e dell’abbigliamento:  “Siamo forti nel particolare e la nostra azienda è una delle pochissime in Italia che utilizza questa tecnica nelle parti di prodotti di alta gamma – commentano Elisa e Silvia -. In fondo papà è stato il primo a lavorare artigianalmente la pelle usando una macchina pensata per la plastica. Noi seguiamo la sua intuizione”.

 

Staff in rosa
Oggi la “Sylvie” ha uno staff quasi tutto al femminile, a partire dalla catena di comando. L’azienda mantiene la sua sede storica in via Novara a Ghemme e ha aperto uno showroom a Firenze perché in Toscana si trovano molte griffe del ramo pelletteria e calzature. “I clienti ci indicano il tema e le idee degli stilisti – spiegano le due sorelle Vaona – e noi li trasformiamo in prodotti esclusivi grazie alla nostra lavorazione che unisce una tecnica innovativa alla cura e all’esperienza artigianale che non abbiamo mai abbandonato”.

 


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