A Novara Daniela Lucangeli e Giuseppe Lavenia hanno parlato di giovani, genitori, famiglie e social (e nonni) nel corso del convegno “Crescere insieme. Le nuove fragilità di bambini e adolescenti nell’epoca degli schermi”
Un tempo a cui tornare, il tempo del fianco a fianco, della relazione. Lo hanno auspicato, fra l’altro, Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Padova Giuseppe Lavenia Psicologo, psicoterapeuta e docente universitario nel corso dell’incontro che confartigianato Imprese Piemonte Orientale ha organizzato insieme ad ANAP, l’associazione dei pensionati della Confederazione, e la collaborazione preziosa del Comune di Novara e del circolo dei Lettori, in un salone dell’Arengo del Broletto di Novara gremito di un pubblico attento e partecipe. Un incontro nato, come ha sottolineato nell’intervento di apertura il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale, Michele Giovanardi, dall’attività di Confartigianato verso i giovani e la famiglia, “tema caro a noi imprenditori”. Una attenzione alla società, ha aggiunto il direttore dell’associazione Amleto Impaloni ch ha profonde radici nelle nostre comunità, ha specificato il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, in una azione virtuosa di investimento sul territorio nel quale le imprese “lavorano e creano ricchezza”, ha detto il presidente della Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, Fabrizio Ravanelli. Mentre il saluto e l’augurio di buon lavoro è stato portato dal presidente dell’associazione nazionale pensionati, ANAP, Antonio Elia; e dalla consigliera della provincia di Novara, Barbara Pace.
Come stanno i nostri giovani? Partendo da questa sollecitazione i due relatori hanno tracciato un quadro certo preoccupante della società attuale, al tempo dei social e dell’uso pervasivo delle tecnologie digitali. Oggi il 60% dei giovani non sa immaginare un futuro; era ik 30% prima della pandemia ha esordito Lavenia esortando i genitori ad essere “propulsori dei loro figli, non iperprotettivi”.
Persone ma anche famiglia, E scuola. Il tempo a scuola è il tempo in cui si forma lo IO ME, con TE, ha spiegato Daniela Lucangeli: il tempo della relazione e della crescita personale. Una scuola che non è pi quella del leggere, scrivere e far di conto “c’è un nuovo tempo storico e occorre avere nuovi strumenti”.
Ma nel tempo degli schermi, della tecnologia? Serve vietare sino a una certa età “Il limite va bene” ha detto Lavenia ma è solo uno spostare in avanti un problema, e non abbiamo tempo. “Un attimo” siamo la società dell’attimo: rispondiamo ai nostri figli che devono attendere, che non abbiamo tempo per loro. Sostituiamo il tempo della relazione con il tempo dell’attesa.
Che fare, dunque, in un tempo e in una società che va veloce, che non capiamo, in cui i figli cercano qualcosa dentro allo schermo di un iPhone o di un tablet …?
“Torniamo al tempo della relazione, del fianco fianco” ha indicato Daniela Lucangeli arrivare a una scuola che non è un “ingozzamento” di nozioni ma uno stimolo all’intelligenza divergente. “E troviamo il tempo della socialità” ha ribadito Lavenia: i nostri giovani non hanno più luoghi d’incontro, occorre aprire le porte delle nostre case, dare il buon esempio e quando si è a tavola, occorre che lo smartphone sia riposto e non in uso. In chiusura, “Torniamo ad abbracciare i nostri figli”: un genitore su cinque non abbraccia i propri figli, ha ricordato Lavenia e diciamo loro – ha aggiunto Daniela Lucangeli – “tu mi manchi: senza di te io sono meno di me”.