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25 Maggio 2026

LA STORIA D'IMPRESA - Lavoro e impegno civile per il barbiere di Meina con le forbici in mano da 70 anni: "Voglio continuare ancora un po'..."

LA STORIA D'IMPRESA - Lavoro e impegno civile per il barbiere di Meina con le forbici in mano da 70 anni: "Voglio continuare ancora un po'..."

Ha sempre le forbici in mano e il sorriso allegro con cui da sessant’anni accoglie i suoi clienti nel negozio di barbiere, ormai storico, di Meina. Angelo Paietta in realtà è al lavoro da prima ancora, da quando ha cominciato come ragazzo di bottega a quattordici anni, nel 1956. La sua vita è ricchissima di persone, idee e impegno sociale oltre che lavoro nelle bottega nascosta tra le stradine del centro del paese: “Voglio continuare ancora un po’…” dice ridendo.

Il "ragazzo di bottega" nel 1956

Angelo Paietta non è figlio d’arte: suo padre era boscaiolo e vendeva la legna e il carbone per le stufe che un tempo venivano utilizzate nel riscaldamento delle abitazioni. Lui invece ha deciso di “andare a bottega” da Ettore Scaltritti, uno dei tre barbieri di Meina: “Era il più bravo del paese, almeno secondo me – racconta Angelo -. Ho iniziato con le acconciature per donna ma poi  era più necessario impegnarsi nelle barbe e nei  tagli di capelli per uomo e così ho imparato. E’ stata un’ottima scuola anche se la paga era davvero bassa”.

Ci rimane fino a quando compie vent’anni e poi decide di dare una svolta alla sua vita arruolandosi come paracadutista nei carabinieri del Tuscania dove resta per due anni di lavoro nel battaglione mobile. I lanci sono stati la passione di tutta la sua vita e l’ultimo volo è avvenuto a cinquant’anni, insieme con il figlio parà della Folgore: “Poi mia moglie mi ha chiesto di smettere e ho lasciato”.

Nel novembre del 1964 torna a casa dal servizio militare e poco dopo apre il suo primo negozio in piazza San Carlo dove resta per dieci anni prima di traferirsi nell’attuale bottega in via Carlo Bedone 24. “I miei clienti arrivano anche da lontano, da Novara e Milano: vengono per caso in estate, durante le vacanze, e poi tornano nel periodo invernale perché sono contenti del mio lavoro e si affezionano – racconta Paietta -. Ho clienti storici, che conosco da moltissimo tempo. Anche gli uomini si raccontano sulla poltrona del barbiere, ma meno delle donne dalla loro parrucchiera”.

Sessant'anni di lavoro a dispetto delle mode

La sfida di sessant’anni di lavoro è stata adeguare la propria attività alle mode e ai nuovi gusti mantenendo la qualità e la cura di sempre. E ai dettagli che fanno la differenza Paietta non rinuncia come alle strisce di cuoio per affilare i rasoi ancora appese alle poltrone del negozio: “Un cliente ha il suo personale rasoio ma anche altri vogliono ancora tagliare la barba con il metodo tradizionale – racconta -. Ho cominciato con le forbici e lavoro con la macchinetta dal 1966 quando sono stato tra i primi ad acquistare un apparecchio tedesco, che allora si usava soprattutto per i bambini. Oggi i ragazzi vengono con la foto di un modello sul cellulare e mi mostrano cosa vogliono, tagli che richiedono appunto la macchinetta più che le forbici. Hanno le idee chiare”.

Non solo lavoro: sport e impegno civile per una vita ricchissima

Ma accanto al lavoro Paietta è sempre stato attivissimo nello sport e nel volontariato, impegno che gli è valso nel 2024 il riconoscimento di “Meinese dell’anno”. Appassionato di paracadute, triathlon, motocross e bungee jumping dai ponti, Paietta è un ottimo sciatore e prestava servizio di controllo e soccorso sulle piste con la divisa dell’associazione dei carabinieri. L’ultima discesa è stata nel 2020, pochi giorni prima dello scoppio della pandemia da Covid: “Quando gli impianti hanno riaperto, ormai avevo ottant’anni e qualche problema al ginocchio che mi ha convinto a rinunciare allo sci. Continuo con l’attività di protezione civile: sono stato, ad esempio, a Bardonecchia dopo la frana e avevo già dato la mia adesione per le Olimpiadi di Milano-Cortina ma all’ultimo ho dovuto rinunciare” racconta.

Non rinuncia (e fa bene) ad aprire ogni giorno il suo negozio, nelle stradine del cuore di Meina: “Io sono nato con le forbici in mano – conclude Angelo Paietta -. Vorrei arrivare a 85 anni lavorando ma poi se sto bene vado avanti ancora”.


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